Cisti dentale

Il mal di denti può essere causato da diverse infezioni diverse o patologie del cavo orale. Tra queste, una delle più comuni è sicuramente la cisti dentale. Si tratta, come vedremo nel corso di questo articolo, di una patologia subdola perché non presenta sintomi fino a quando non raggiunge dimensioni già grandi e più complicate da affrontare. Per questo motivo è sempre consigliato sottoporsi a visite periodiche dal medico dentista, almeno due volte all’anno, per fare una pulizia dei denti professionale, un controllo generale della salute dei denti e un esame radiografico che permetta di individuare preventivamente cisti dentali o altre patologie.
A seconda della loro natura, le cisti sono classificate in diverse patologie e sono trattate in modi diversi. Sarà il dentista stesso a consigliare il modo migliore di agire, considerando la salute generale del paziente la sua età, le patologie pregresse. Infatti se inizialmente è priva di sintomi, in stadio avanzato la cisti diventa dolorosa, richiedendo anche piccoli interventi chirurgici per essere eliminata. Ripetiamo ancora che l’arma migliore a disposizione di ciascuno di noi è un’accurata igiene orale quotidiana, con spazzolino, filo interdentale e collutorio.

Quando si parla di cisti dentale si intende una sacca, ben circoscritta da un epitelio, che può contenere diversi tipi di sostanze come fluidi, sieri o pus. Talvolta possono presentarsi senza l’epitelio, cioè la capsula che le riveste, isolandole dal tessuto dove crescono, e in questo caso vengono chiamate pseudocisti. Si tratta di una tipica complicanza di altre patologie, come vedremo più dettagliatamente tra poco. A seconda della tipologia e della grandezza della cisti, il trattamento sarà differente. Quelle più piccole possono essere trattate facilmente, mentre se diventano troppo grandi richiedono un intervento chirurgico più serio. Affronteremo tutti questi argomenti nei prossimi paragrafi.
La cisti dentaria è un disturbo abbastanza frequente, facilmente risolvibile, ma che in ogni caso non deve essere sottovalutato. Le complicanze relative alle cisti possono infatti essere anche gravi, fino a richiedere l’estrazione del dente e il coinvolgimento dell’osso alveolare. Queste sacche si sviluppano infatti nei tessuti molli adiacenti ai denti, ma possono arrivare più in profondità fino alla mascella o alla mandibola. Prive di infezioni nello stadio iniziale, crescono lentamente, senza destare particolari sospetti.

Tipologie

Le cisti dentali possono essere divise in tre grandi categorie: radicolari, follicolari e parodontali. Ognuna di queste presenta caratteristiche diverse e deve essere curata in modo specifico. Consigliamo di rivolgersi sempre a uno specialista o al proprio medico dentista di fiducia, senza esitare e senza attendere che i sintomi si presentino in modo più grave. Il dentista può infatti riconoscere facilmente la cisti dentale attraverso semplici esami e, a seconda della tipologia, consigliare il modo più efficace per eliminare il problema.
La cisti radicolare è la più diffusa ed è frutto di infezioni precedenti, in particolare granulomi. Solitamente si risolve in modo semplice, ma se non viene curata velocemente può degenerare causando problemi più seri, fino a richiedere un vero e proprio intervento chirurgico. La polpa dentale è necrotica e l’apice non è vitale. La cisti follicolare è conseguenza della crescita anomala del dente interessato e richiede l’intervento chirurgico per essere rimossa. Infine la cisti parodontale colpisce appunto il parodonto, i tessuti molli che circondano il dente e in particolare le gengive. Viene quindi trattata come una normale malattia parodontale.

Cause

Come abbiamo accennato, le cisti dentali sono quasi sempre causate da infezioni o patologie precedenti che si sono aggravate. La più comune di queste è sicuramente la pulpite, l’infiammazione che coinvolge la polpa dentale, cioè lo strato più interno dei denti, dove si trovano nervi e vasi sanguigni. Anche i granulomi possono aggravarsi generando una cisti dentaria. Queste patologie sono a loro volta conseguenze di carie profonde, penetrate dallo smalto dentale esterno fino alla camera pulpare.
In alcuni casi, relativamente rari, alcuni interventi mal riusciti possono provocare l’insorgere di una cisti. Estrazioni dentali e devitalizzazione del dente sono operazioni semplici, eseguiti ogni giorno in tutti gli studi dentistici, ma raramente può succedere che la polpa necrotica non venga eliminata completamente o che una scheggia del dente estratto rimanga all’interno della gengiva. In questi casi possono svilupparsi infezioni che possono risultare anche molto fastidiose. Infine anche l’inclusione dentale, se non affrontata velocemente e in modo adeguato, può provocare cisti dentale. Consigliamo quindi di sottoporsi a visite di controllo con il proprio medico dentista almeno due volte all’anno.

Sintomi

La cisti dentale nel suo stato iniziale non presenta sintomi particolari. Per questo motivo viene spesso diagnosticata in modo casuale, con esami radiografici di controllo routinario, in particolare quando si esegue una ortopantomografia, cioè una radiografia panoramica delle arcate dentali. Quando la cisti diventa di dimensioni più grandi e soprattutto quando si infetta, i sintomi diventano più dolorosi. Si possono avvertire fitte di mal di denti anche piuttosto intense, mentre sulle gengive appariranno alcuni segni inconfondibili. Gonfiore e rossore sono i primi campanelli d’allarme che possono aiutare anche nella diagnosi corretta del problema da risolvere.
Rivolgersi al proprio medico dentista è la prima cosa da fare per poter intervenire in modo tempestivo sulla patologia. Altri sintomi possono essere gengive gonfie vicino al dente interessato dalla cisti dentaria, gengive che sanguinano, soprattutto durante l’igiene orale quotidiana, alitosi e mobilità dentale. La cisti infatti colpisce i denti vicino alla radice dentale, rendendoli instabili. Nei casi più avanzati e più gravi, può accadere che l’osso alveolare, dove ha sede la radice del dente, rimanga coinvolto. Questa eventualità deve essere risolta velocemente anche, se necessario, con un intervento chirurgico mirato.

Trattamento

Prima di procedere al trattamento della cisti dentale, si devono eseguire alcuni esami diagnostici per accertarsi della natura della cisti stessa. Non esiste infatti un trattamento unico, ma si può e si deve intervenire in modo diverso a seconda del caso. La prima cosa da fare è solitamente una biopsia, un esame che consiste nel prelevare un frammento di tessuto cistico per poterlo analizzare in laboratorio. Si tratta di un’operazione invasiva, ma eseguita solitamente in modo rapido e in anestesia locale.
A seconda della grandezza, del livello di infezione e del contenuto della cisti dentale, si può procedere in diverso modo per eliminarla. La soluzione più semplice, quando è possibile, è sicuramente quella di drenare il liquido che forma la cisti, eliminando così il gonfiore e l’infezione. Altri casi richiedono la rimozione attraverso un intervento chirurgico, una soluzione certamente più invasiva, ma di relativa semplicità. Nei casi più avanzati e più gravi si deve procedere con l’apicectomia, cioè la rimozione dell’apice della radice dentale, o con l’estrazione dentale completa. Dopo la rimozione della cisti dentale si consiglia di mantenere un’accurata igiene orale e di sottoporsi a controlli periodici con il medico dentista.