Il palato

Gli specialisti che lavorano all’interno di uno studio dentistico si occupano principalmente della salute dei denti, ma quando si tratta il cavo orale si devono tenere in considerazione anche tutti i tessuti che lo compongono. Abbiamo già affrontato, in un precedente articolo, il tema delle gengive, studiandone la composizione anatomica, le funzioni protettive nei confronti dei denti e cosa si deve fare per mantenerle in salute.
Anche il palato merita particolare attenzione, in quanto complementare nella struttura della bocca. Vedremo la differenza tra palato molle e palato duro, quali sono le funzioni del palato e quali patologie possono incorrere se si trascura la sua pulizia e l’igiene orale. Si deve ricordare che è buona abitudine sottoporsi a controlli periodici dal proprio ortodontista di fiducia, per tenere monitorata la salute dei denti, del parodonto e del palato. Affidarsi a un medico specialista garantisce la sicurezza necessaria per vivere serenamente, unito alle buone abitudini alimentari e a una corretta igiene orale.

Il palato duro è la parte anteriore del palato, elemento anatomico fondamentale in quanto separa le cavità nasali dalla cavità orale. Le maggiori differenze rispetto al palato molle, che vedremo nel dettaglio tra poco, presenta una componente ossea ed è completamente privo di muscolatura. Anch’esso è ricoperto di mucosa, che si distingue in mucosa respiratoria, nell’area rivolta verso le cavità nasali, e mucosa orale, nell’area rivolta alla cavità orale. L’innervazione è esclusivamente sensitiva.
Il palato duro svolge un ruolo importante nei meccanismi di deglutizione e di fonazione. Nel primo caso, grazie all’aiuto delle rughe palatine, contribuisce al movimento del cibo, ormai masticato, verso il complesso laringe-faringe, per procedere alla deglutizione. Nel meccanismo di fonazione, il palato duro è l’appoggio necessario alla lingua per garantire l’emissione delle consonanti palatali. Proprio per questo motivo i difetti del palato devono essere corretti il prima possibile, attraverso una stretta collaborazione tra diversi professionisti, quali l’ortodontista e il logopedista.

Palato molle

Se il palato duro costituisce la regione anteriore del palato, la regione posteriore prende il nome di palato molle. Molto ridotto nelle dimensioni rispetto al palato duro, il palato molle svolge comunque il suo ruolo nei meccanismi di deglutizione e di fonazione, contribuendo alla pronuncia delle consonanti velari. Completamente privo di componenti ossee, presenta una vasta formazione muscolare, ricoperta a sua volta da mucosa orale.
Il palato molle è costituito da cinque diversi muscoli, ognuno dei quali svolge una funzione precisa. Il muscolo tensore del velo palatino è fondamentale nella deglutizione, il muscolo palatoglosso permette alcuni movimenti della parte posteriore della lingua, il muscolo palato-faringeo è indispensabile nella respirazione, il muscolo elevatore del velo palatino permette di alzare il palato molle nella fase di deglutizione, il muscolo dell’ugola consente i movimenti della stessa. Il palato molle può essere suddiviso in porzione orizzontale e porzione verticale. La prima è la continuazione anatomica del palato duro, mentre la porzione verticale è costituita da una prominenza nota col nome di ugola.

Velo palatino

Il velo palatino, cui abbiamo accennato parlando dei muscoli del palato molle, è una delle componenti del palato. Seppur minima per dimensioni, questa componente è molto importante, in quanto sede dei muscoli di cui abbiamo precedentemente parlato. Contribuisce dunque in modo prominente a tutte le operazioni di masticazione, deglutizione, fonazione e respirazione.
Le mucose che costituiscono il velo palatino sono ricche di ghiandole, fibre e soprattutto di papille, tutte componenti che rendono il nostro palato non solo al gusto, ma anche ad altri stimoli esterni, come il caldo e il freddo. Un elemento particolare, nella struttura del velo palatino, è l’aponeurosi palatina, uno scheletro fibroso che si aggancia alla volta del palato duro e va perdendosi all’interno dei tessuti muscolari, fungendo dunque da collegamento tra palato duro e palato molle. Vascolarizzazione e innervazione sono entrambe molto fitte, come testimonia la sensibilità del palato e delle gengive. Proprio la vascolarizzazione infatti è in parte responsabile dei frequenti sanguinamenti gengivali. Si consiglia quindi la cura delle gengive e del palato nelle operazioni di igiene orale quotidiana.

Funzioni

Il palato svolge un ruolo di primo piano nelle operazioni meccaniche della masticazione, della deglutizione e della fonazione. Nella deglutizione i muscoli che compongono il palato molle cooperano, intervenendo anche sui movimenti della lingua, per fare in modo che il processo si svolga regolarmente. Il palato viene alzato o abbassato, garantendo la chiusura della rinofaringe, il passaggio che collega il cavo orale al naso, e delle vie respiratorie. Questi movimenti impediscono al cibo ingerito di prendere la via della trachea, avviandolo verso l’esofago e dunque all’apparato digerente.
Nella fonazione il palato duro consente l’emissione delle consonanti palatali, fornendo l’appoggio necessario alla lingua, mentre il palato molle contribuisce alla generazioni delle cosiddette consonanti velari. Da questo si comprende l’importanza del palato per le nostre attività quotidiane e di conseguenza quanto sia importante mantenerlo in salute. Per questo motivo si consiglia di sottoporre i bambini a visite specialistiche con l’ortodontista, al fine di intercettare eventuali malocclusioni o difetti nella formazione scheletrica. Le operazioni di correzione sono molto più semplici in età infantile e adolescenziale, permettendo il recupero delle naturali funzioni meccaniche.

Palatoschisi

Una delle patologie che possono colpire il palato è la palatoschisi, cioè la presenza di una fessurazione del palato stesso, spesso associata al noto labbro leporino. Il termine “schisi” infatti significa proprio “spaziatura” ed è utilizzato in medicina per indicare fessure o spazi nei tessuti. Non si conoscono le cause che possono portare alla formazione di questa patologia, ma oggi si può curare con ottimi risultati, grazie ai continui progressi in campo chirurgico. La palatoschisi è facilmente riconoscibile e diagnosticabile subito dopo la nascita, ma non è ancora possibile prevedere questa patologia durante la gravidanza.
Si tratta di una malformazione del palato, la cui formazione rientra nelle tappe finale del processo embrionale. Le complicazioni portate dalla palatoschisi influenzano le meccaniche di masticazione e fonazione, oltre a creare problemi ortodontici e una predisposizione alle infezioni delle orecchie. La terapia è soprattutto chirurgica; il primo intervento si svolge tra il sesto e il dodicesimo mese di vita del neonato, con lo scopo di ricostruire la parte di palato mancante. Negli anni successivi si procede con altri interventi chirurgici, atti a migliorarne la presenza estetica. Contemporaneamente al percorso chirurgico, si deve lavorare sul fronte ortodontico, psicologico e del miglioramento delle capacità di fonazione e linguaggio.